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Le Genovesi di Altavilla Milicia: un cuore di ricotta e devozione

Sebbene la “genovese” sia un dolce la cui fama è spesso legata al borgo di Erice, la variante di Altavilla Milicia rivendica una propria identità storica e gastronomica, legandosi profondamente alla vita del paese e al suo celebre Santuario. Se ad Erice il cuore del dolce è tradizionalmente la crema pasticcera, ad Altavilla la regina incontrastata della farcitura è la crema di ricotta di pecora, segno di un legame viscerale con la produzione casearia del territorio.

L’etimologia del nome “Genovese” è ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi. L’ipotesi più accreditata rimanda agli antichi scambi commerciali tra la Sicilia e Genova: si ritiene che la forma bombata della frolla ricordasse il cappello dei marinai genovesi che frequentavano i porti dell’isola. Ad Altavilla, questo dolce è diventato un pilastro della pasticceria locale, servito tradizionalmente a colazione o come degna conclusione delle festività religiose, in particolare durante i solenni festeggiamenti per la Madonna della Milicia.

La preparazione della genovese altavillese è un rito che richiede pazienza e materie prime d’eccellenza. Il segreto risiede nel contrasto tra la croccantezza esterna e la morbidezza del ripieno:

  • La Pasta Frolla: Realizzata con un mix di farina 00 e semola di grano duro, che conferisce quella tipica consistenza friabile e un colore dorato.
  • Il Ripieno: Una crema di ricotta di pecora finemente setacciata, arricchita con zucchero e, in molte varianti locali, gocce di cioccolato fondente o scorza d’arancia candita.
  • La Cottura: I dolci vengono infornati fino a raggiungere la perfetta doratura e infine generosamente spolverati con zucchero a velo, che ne accentua il candore.

La Genovese di Altavilla si distingue per la sua forma a mezzaluna o tondeggiante e per l’equilibrio delicato della sua frolla, che deve essere sottile ma capace di custodire il prezioso contenuto di ricotta. Assaporata tiepida, rappresenta la sintesi perfetta dell’accoglienza e della dolcezza della comunità miliciota.