‘U Cuddiruni di Villafrati, sapore autentico del grano antico
A Villafrati, la tradizione dello sfincione si evolve in una variante peculiare e amatissima: ‘u Cuddiruni. Questa specialità non è solo un pasto, ma un simbolo di convivialità che affonda le radici nella vita contadina del borgo. Sebbene esistano versioni simili in altri comuni della provincia, il Cuddiruni di Villafrati si distingue per la qualità dell’impasto e per l’uso magistrale dei condimenti “poveri” ma intensi della terra siciliana.
Villafrati è uno dei centri d’eccellenza per la riscoperta dei grani antichi, in particolare della Tumminia (o Timilia). Molti panificatori locali utilizzano questa farina di semola integrale di grano duro, caratterizzata da un colore scuro e un profumo di nocciola, per preparare la base del Cuddiruni.
Perché la Tumminia fa la differenza?
- Digeribilità: Grazie a un basso indice di glutine, l’impasto risulta più leggero.
- Profumo: Durante la cottura nel forno a legna, sprigiona aromi intensi che ricordano la crosta del pane nero di Castelvetrano.
- Resistenza: La farina di Tumminia conferisce alla base una consistenza rustica che sostiene perfettamente i condimenti succosi.
A differenza della pizza classica, il Cuddiruni ha un impasto più alto e soffice, cotto rigorosamente in teglia e nel forno a legna. Le versioni principali sono due:
- Cuddiruni Bianco: È la versione più tradizionale. Viene condito con filetti di acciughe, abbondante cipolla appassita, pecorino grattugiato o a fette (tuma), origano e un generoso strato di mollica di pane tostata, che assorbe l’olio extravergine d’oliva.
- Cuddiruni Rosso: Prevede l’aggiunta di un velo di salsa di pomodoro, che dona acidità e freschezza, bilanciando la sapidità delle acciughe.
I maestri fornai lavorano quintali di farina (spesso di grani locali come la Tumminia) per offrire ai visitatori un prodotto appena sfornato, caratterizzato da quella base croccante e quel cuore morbido che lo rendono unico.
L’esperienza di assaporare un Cuddiruni a Villafrati è un viaggio sensoriale: il calore del forno, il profumo dell’origano selvatico e la dolcezza della cipolla creano un equilibrio perfetto che racconta la storia di un territorio ancora legato ai suoi cicli naturali.